BRESCI – 3 – UMBERTO – 0 –

“Alla stazion di Monza arriva un tren che ronza Hanno ammazzato il re con palle nel cuore tre” 120 anni fa l’anarchico Gaetano Bresci scriveva, con tre proiettili del suo revolver a tamburo venuto dall’America, una delle poche pagine luminose della “storia patria”, pallidamente uguagliato soltanto dalla fucilazione del duce 45 anni dopo. L’immagine del tirannicida è una delle più forti che aleggia nella storia di questo paese, dal meraviglioso Bruto parricida di Michelangelo ispirato idealmente ai killer ellenistici Armodio e Arïstogitone fino a noi. Ma con Bresci l’immagine prende corpo in un uomo vero. Che lascia la famiglia, la moglie incinta, un lavoro sicuro e ben pagato per venire a far giustizia da questa parte dell’oceano. Bresci è l’emblema dell’individuo anarchico che può – da solo – cambiare la storia ovunque. VIVA BRESCI VIVA L’ANARCHIA BRESCI NON MUORE I RE SÌ

Barocchio squat Torino, 29 luglio 2020

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