BRESCI – 3 – UMBERTO – 0 –

“Alla stazion di Monza arriva un tren che ronza Hanno ammazzato il re con palle nel cuore tre” 120 anni fa l’anarchico Gaetano Bresci scriveva, con tre proiettili del suo revolver a tamburo venuto dall’America, una delle poche pagine luminose della “storia patria”, pallidamente uguagliato soltanto dalla fucilazione del duce 45 anni dopo. L’immagine del tirannicida è una delle più forti che aleggia nella storia di questo paese, dal meraviglioso Bruto parricida di Michelangelo ispirato idealmente ai killer ellenistici Armodio e Arïstogitone fino a noi. Ma con Bresci l’immagine prende corpo in un uomo vero. Che lascia la famiglia, la moglie incinta, un lavoro sicuro e ben pagato per venire a far giustizia da questa parte dell’oceano. Bresci è l’emblema dell’individuo anarchico che può – da solo – cambiare la storia ovunque. VIVA BRESCI VIVA L’ANARCHIA BRESCI NON MUORE I RE SÌ

Barocchio squat Torino, 29 luglio 2020

Solidarietà ai compagni della casa cantoniera occupata di Oulx.

Consapevoli che ogni forma di repressione perpetrata dal potere non fermerà mai la voglia di abbattere ogni frontiera fisica e mentale posta ad ostacolo della libertà di tutte le individui, esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà alle compagne che stamattina si sono visti notificare il divieto di dimora dai comuni dell’alta valle di Susa, con l’accusa di avere occupato la casa cantoniera di Oulx e una stanza ubicata sotto la chiesa di Claviere

Viva le case occupate e tutte quelle persone che lottano per creare una cultura diversa, libera da ogni frontiera.

Barocchio Squat e affini 10 Giugno 2020

QUI IL CONTAGIO è GREGGE

Fecce tricolore – Contagio di Stato

Lunedì 25 maggio – ore 15 – grandi masse si radunano su invito della sindaca in piazza Vittorio e sulla scalinata della Gran Madre, per assistere alla trasvolata su Torino delle Frecce tricolore. Circenses autenticamente calati dall’alto, realizzati con i nostri soldi.

Improvvisamente, nessun rispetto delle misure di sicurezza contro la pandemia, imposte con tanta arroganza per mesi. Applausi gomito a gomito ed entusiasmo per lo spettacolo di regime. A cose fatte, la sindaca si dissocia. Troppa gente, affermano le autorità cittadine di pubblica insicurezza, dunque l’assembramento non si tocca.

Sembra il mondo alla rovescia. Ma per le cerimonie della sottomissione di massa, van bene le mascherine, i guanti di gomma e la reclusione di tutti, ma anche il contrario. Basta che sia effetto di un ordine impartito dal potere. Prima tutti a casa, poi tutti in chiesa, a fare i selfie con le scie dei fumi tricolore.

LE PROVE DI SOTTOMISSIONE SONO PIENAMENTE RIUSCITE, PER IL NOSTRO BENE, LA NOSTRA SALUTE, IN NOME DELLA SCIENZA E DELLA PATRIA.

RINUNCIARE ALLA LIBERTà DI SCELTA INDIVIDUALE è IL PRIMO PASSO.

Barocchio Squat       Grugliasco-Torino, 2 giugno 2020

L’ORA DEL RISCATTO

QUI IL CONTAGIO E’ LEGGE

Siamo venuti a chiudere la FIAT, pardon, la FCA, questo Altare della Patria eretto per celebrare le vittime del lavoro. Perché qui il contagio continua, e può continuare per Decreto Legge. Ti danno il permesso di morire per salvare la produzione. Rinchiusi in questo Stato 60 milioni di persone continuano gli arresti domiciliari, mesi di pena soltanto per non intasare quel che resta degli ospedali smantellati negli anni dalle speculazioni dei governi di destra e di sinistra. È vietato contagiarci tutti insieme. Ma per proseguire lo sfruttamento, si potrà uscire di casa ed entrare in contatto con un sacco di gente. Il profitto non si arresta. La stessa causa del contagio dilagato dalla Lombardia – priorità assoluta alla produzione – sblocca ora le fabbriche in Piemonte. Di fronte al profitto non c’è pandemia che tenga. Tutti a lavorare! Altroché PRIMO MAGGIO.
QUI IL CONTAGIO È LEGGE
Torino, 1° maggio 2020 barocchio squat

Due giornate di liberazione.

Tra il 24 e il 25 Aprile abbiamo deciso come tanti altri di riprenderci le strade per mettere in discussione le misure repressive e restrittive dello stato, che sembrano mirate più al controllo sociale tramite la diffusione del panico che alla salvaguardia della nostra salute, e per tenere viva la memoria dei partigiani e le partigiane cadute per liberarsi dal nazifascismo. Alla soglia dei 50 giorni di quarantena forzata, abbiamo pensato che appendere qualche striscione, decorare dei muri e fare una passeggiata per il quartiere con tutto il buon senso necessario, non sarebbero state azioni pericolose per la salute nostra e altrui. E’ così partito dal Barocchio un piccolo ma determinato e divertente corteo che ha raggiunto il parchetto in cui si trova il giardino dedicato a Lorenzo Orsetti (caduto in Siria partigiano per la libertà). Mentre da un balcone qualcuno con un violino suonava canzoni partigiane e anarchiche, abbiamo pulito e rimesso a nuovo la targa posta un anno fa in sua memoria. Tre auto della digos, due camionette della polizia e una pattuglia dei vigili di Grugliasco hanno seguito a distanza lo spostarsi dell’iniziativa che si è conclusa percorrendo le strade del quartiere.

Barocchio Squat.

Di seguito alcuni video e le foto degli striscioni “eversivi” e delle scritte

La carica dei 101… fascisti

L’occasione fa l’uomo ladro, in questo caso lo rende fascista. L’occasione è una tragedia che si sta consumando per via dei tagli alla sanità perpetrati dai vari governi che si sono susseguiti negli ultimi vent’anni, PARTITO DEMOCRATICO compreso; l’ uomo in questione, o meglio avvoltoio, è Roberto Montà, personaggio già noto per il tentativo di sgomberare il Barocchio nel 2015, demolirlo, e costruire al suo posto una R.E.M.S. (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), acronimo gentile per definire le nuove carceri psichiatriche dopo l’entrata in vigore della legge N°81 del 2014, che decretava la chiusura degli O.P.G. (OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO).
Il nostro caro sindaco torna a far parlare di sé. Apprendiamo da una sua intervista rilasciata ai giornali che dopo il tentativo di costruire un carcere a Grugliasco si fa promotore di un’altra iniziativa da sinceri democratici, nel comune da poco balzato alle cronache per via dei 21 ospiti morti di Covid-19 nella RSA “La casa di San Giuseppe”. Pascoleranno per la città 101 volontari reazionari autorizzati a compiere vere e proprie ronde, anche se Montà ha ritenuto opportuno definire questa iniziativa “controllo di comunità del territorio”, con il solito gran sfoggio di fantasia con cui questi democratici sono soliti coprire le loro vergognose soluzioni. Detto in un linguaggio a noi più vicino delle fandonie politichesi, li definiamo ‘il partito dei paraculi democratici’.
Appena saputo della notizia la nostra reazione è stata di rabbia e disgusto verso le istituzioni cittadine, covato ormai da anni per i motivi elencati all’inizio, e tutte queste persone che si prodigheranno in questo mese nel trasformarsi in veri e propri sbirri. Il contingente è composto da 33 volontari dell’associazione nazionale carabinieri, 4 vigili del fuoco, 4 membri della croce rossa italiana, 10 persone del gruppo scout A.G.E.S.C.I. e 50 cittadini Grugliaschesi, che evidentemente, grazie a tutte le campagne legalitarie dell’ultimo decennio, si sono accorti di avere una vera e propria vocazione da poliziotti, pronti a puntare il dito contro i cittadini che questa crisi la subiscono sulla loro pelle, come fanno gli sbirri veri.
Vogliamo ancora abboccare ai racconti istituzionali secondo cui queste ronde nascerebbero in nome della salute e della sicurezza collettiva? Questi metodi minano alla libertà di tutti, richiamano il fascismo in tutti i loro aspetti, nella sostanza e anche nella forma.
Non riusciamo a trovare un nesso tra questa iniziativa del sindaco e i reali bisogni che gli abitanti di questa città, come di tutta Italia, hanno in questo momento storico. Le strade sono ampiamente militarizzate, e basta tirare il naso fuori di casa per incappare in una pattuglia. Ciò che viene sempre omesso dai discorsi a reti unificate del premier Conte e dai media istituzionali e mainstream, è che se qui c’è qualcuno che non è davvero in grado di gestire la situazione, questo è proprio lo Stato che, grazie ai tagli di cui parlavamo prima, rischia di far collassare la sanità pubblica da un momento all’altro. Non riusciamo neanche a immaginare cosa potrebbe accadere in uno scenario simile, ma siamo certi che a farne le spese sarebbero le persone che non si possono permettere cure adeguate a causa della loro povertà economica, com’è sempre avvenuto. Uno Stato che in men che non si dica è riuscito a trasformarsi in uno stato di polizia con controlli così capillari da fare invidia alle più efferate dittature del secolo scorso, che certamente non avevano a disposizione le odierne tecnologie. Una svolta autoritaria con la scusa della salute pubblica dicevamo, atta a nascondere ai cittadini le colpe dei vertici politici ed economici facendo apparire come “untore” chi va a correre nelle strade di campagna o nei parchi, anziché chi tiene aperte le fabbriche per tutelare solo il profitto o lascia diventare gli ospedali i principali vettori dell’epidemia con la propria incompetenza. E’ infantilizzando le coscienze attraverso la creazione di comodi capri espiatori che chi sta al potere prova ancora una volta a metterci gli uni contro gli altri, in un momento in cui crediamo che uno dei modi per superare questa crisi (che a livello economico si protrarrà ancora a lungo) sia quello di sostenerci a vicenda, di creare reti che ci uniscano e non che ci separino ancor più di prima dell’emergenza.
Può esserci una spiegazione razionale per giustificare l’entusiasmo di Montà e della sua compagnia nell’avere 101 delatori in giro per la città?
Noi così come tante altre persone in tutto il mondo abbiamo intrapreso un percorso che va in direzione del mutuo appoggio e del sostegno reciproco, perchè come anarchici non ci siamo mai fidati e mai ci fideremo dello Stato, sperimentando da anni l’autogestione, creando tra di noi complicità per lottare insieme.
Consideriamo penose e riprovevoli tutte le proposte di questo genere che si vanno creando in svariati comuni italiani, il cui unico scopo è di incrementare la guerra tra poveri.
Vogliamo approfittare invece di questa occasione per ricordare a Roberto Montà che oggi come 5 anni fa continua ad essere un viscido avvoltoio, sempre pronto a trarre profitto dalle tragedie umane sia dal punto di vista economico che elettorale.
Forza Crudelia, confidiamo in te!
Barocchio Squat
16/04/20

Solidarietà al presidio degli ospiti del dormitorio di Corso Tazzoli

In queste settimane, insieme ad altri collettivi, spazi occupati, e singoli individui stiamo imparando a proteggerci e a muoverci tramite reti autogestite, così come stanno facendo tante altre realtà in tutto il mondo.
Grazie a queste reti, tutti insieme siamo riusciti in modo del tutto auto-organizzato, senza uso del denaro né supporto delle istituzioni, a consegnare centinaia e centinaia di pasti ai senzatetto abbandonati dallo Stato, che hanno un bisogno incombente di mangiare.
Lo spirito che ci spinge a supportare queste persone non è mosso da pietà o mero assistenzialismo, ma dalla voglia e dalla necessità di praticare nuove forme di lotta e aiuto reciproco. Per questo motivo continueremo a dare aggiornamenti per permettere a chiunque lo volesse di dare il suo contributo nella forma e nella modalità in cui gli è possibile.
Domani dalle 10 alle 14 gli ospiti della struttura faranno un altro presidio: anche noi saremo lì per sostenere queste persone, portando loro dei pasti .

INOLTRIAMO LO SCRITTO DI OGGI DEL COLLETTIVO “DA SOLI VINCE IL PADRONE” SULLE PROTESTE E IL PRESIDIO ALL’ESTERNO DEL DORMITORIO DI CORSO TAZZOLI 75:


“CI ARRIVANO DELLE NOTIZIE E NOI SIAMO BEN FELICI DI PUBBLICARLE

Circa 16 ospiti del dormitorio di Corso Tazzoli a Torino
hanno organizzato una protesta, dopo essere stati da un mese completamente abbandonati dal Comune.
Hanno deciso di occupare e riempire di striscioni il parchetto di fronte la struttura dalle 10 alle 14, orario in cui il dormitorio rimane chiuso e per questo loro non hanno dove andare.

Nonostante l’ovvietà delle ragioni per le quali queste persone non possono rispettare l’obbligo di restare a casa, hanno già preso delle multe.

QUESTE NOTIZIE CI RIEMPIONO DI RABBIA E DI TRISTEZZA MA SONO ANCHE CONCIME DI SPERANZA E DISPENSATRICI DI FORZA, CHE QUESTA PRIMAVERA PER LORO POSSA FIORIRE NEL PIU’ BELLO DEI MODI POSSIBILI.
Seguiranno aggiornamenti

Solidarietà a chi lotta e resiste!”

Autogestire la salute:

Un’occupante del Barocchio Squat intervista il dottor Piero Mozzi, medico chirurgo secondo natura e fervente fautore dell’uso culinario della cicoria.
Sentite di seguito il risultato:

Domenica 29 marzo 2020 – Pizza Bellavita solidale!

Rilanciamo di seguito il comunicato pubblicato da Deliverance Project il 26 marzo. Ma anche questa sera dalle fucine del Barocchio Squat è partito un giro di consegne a domicilio solidali:


Le contraddizioni nella gestione di questa emergenza sanitaria continuano a venire a galla in modo sempre più evidente anche in questi giorni in cui la stretta alla produzione sembrava essere arrivata. 
I mercati all’aperto hanno subito ulteriori limitazioni a beneficio dei centri della grande distribuzione, dove i prezzi non sono di certo alla portata di tutti e tutte. 
La logistica non si fermerà e continueranno a scarseggiare i dispositivi di protezione individuale come già successo in queste settimane anche in molti supermercati. 
Ferie forzate in alcuni casi, monte ore moltiplicato in altri – ma medesime paghe misere – sono le risposte che i padroni con la complicità del governo stanno offrendo per affrontare l’emergenza. 

Chi pagherà questa emergenza e chi invece ci speculerà è chiaro dall’inizio. Dovrebbero pagarla i ricchi padroni, la pagheranno lavoratori e lavoratrici e chiunque vive in condizioni di marginalità o del proprio sudore. 

Nelle ultime due settimane come riders, a causa dell’esclusione dal decreto “cura Italia” e da ogni altra forma di tutela, abbiamo dovuto continuare a pedalare per distribuire spese, farmaci ma anche sushi e junk food. 
A quanto pare anche Burger King rientra ancora tra i servizi essenziali! 

In contrasto con il nostro lavoro di consegne e per sostenere chi non si può permettere di ordinare cibo da asporto comodamente da casa perché una casa non ce l’ha e collaborando con Barocchio, Edera e altr* compagn* solidali che han recuperato cibo e cucinato, lunedì 16 Marzo  e anche il fine settimana appena trascorso abbiamo voluto consegnare a chi un pasto e un tetto non può permetterselo: tra dormitori, soluzioni abitative d’emergenza e portici della città sempre più affollati in queste serate.

Fonte: https://www.facebook.com/DeliveranceProject/posts/3058965647457374