Category Archives: AZIONI E INIZIATIVE

Ventitré anni nei nostri cuori: Sole e Baleno suicidati dallo Stato

Abbiamo montato un’installazione in via Corte d’Appello 16, davanti al vecchio palazzo di (in)giustizia in cui Sole, Baleno insieme a Silvano Pelissero, furono processati ventitré anni fa.

Le accuse contro Sole e Baleno caddero, ma nel frattempo loro non c’erano più . Sole e Baleno sono morti, suicidi o meglio suicidati. La loro unica colpa? Aver scelto di vivere da persone libere. Sole e Baleno oggi sarebbero vivi se lo Stato non li avesse perseguitati per fargli scontare la loro scelta di non essere schiavi, di non essere utili alla sua macchina di sopraffazione e sfruttamento.


Sole e Baleno non ci sono più e niente potrà riportarceli, ma nei nostri cuori continuano a vivere perché nel loro esempio noi ci riconosciamo.
Viva l’anarchia!
Barocchio Squat

27 Maggio – Aperitivo Benefit per gli arrestati di Barcelona

Giovedì 27 maggio, in occasione della giornata di solidarietà internazionale con i presos del 27 febbraio di Barcelona, vi aspettiamo ai giardini ir-reali per un aperitivo benefit con:
Bar e cibanze,
Microfono aperto,
Musica e Dj set,
Distro Fenix
e chissà cos’altro…..dalle 16 alle 21…..non mancate.

25 APRILE 2021

  DAL CONFINAMENTO ROSSO E ARANCIONE A FENIX

Le libertà individuali sono state cancellate. Per un anno niente sciopero, niente corteo, niente assemblea e addirittura per chi manifesta individualmente la propria contrarietà a questo regime arriva la sorveglianza speciale! Il virus ci ha traghettato nella dittatura. Hanno cominciato con i volontarinel Kurdistan, continuano con gli anarchici, come al solito…Ma poi la libertà la tolgono a tutti. Contro tutto questo ci ritroviamo qui a Fenix prima della chiusura della zona arancione. Solidali con tutte le resistenze, da quelle locali a quelle che si esprimono, come possono, nel resto del mondo, dagli squat al NO TAV, al Kurdistan…Fenix è lo spazio di libertà che ha visto nascere nell’Ottantasei le occupazioni che hanno cambiato la storia di Torino in senso libertario. Fenix è stata sgomberata nel 2005 in seguito ad una manifestazione antifascista. Dopo 35 anni di lotta per riappropriarci del maltolto dallo Stato e dai suoi derivati. Siamo qui nei giardini di Fenix, di nuovo abbandonata da anni all’incuria e al degrado, in vista di una nuova speculazione, dopo l’ennesimo sgombero (2017 e 2018). Per ricordare che è necessario riprenderci tutto quel che ci è stato tolto sotto minaccia di morte –la “pandemia”

PRIMA DI TUTTO LA LIBERTÀ

LA RESISTENZA È LA NOSTRA FORZA

Barocchio squat per Fenix

Ricordo Orso – Domenica 21 marzo – C.so Allamano 40/45

SFILATA DEGLI ANTICORPI – 28 ANNI DI BAROCCHIO SQUAT – SABATO 31 OTTOBRE 2020

Per i 28 anni di occupazione il Barocchio scende in strada con la sfilata degli anticorpi. Alta moda pronta contagiosa. Modelli autoprodotti negli ateliers del Barocchio e a casa, nelle ore
piccole, dalle sartine torinesi. Saranno battuti all’asta la notte stessa al Barocchio squat, sulla westcoast della nostra cefalopoli, per un pugno di vil-denaro a sostegno di radio BlackOut.
Ma soprattutto la musica nelle strade del pieno centro di Torino (Balon, Porta Pila, Municipio,
Garibaldi, Castello, cortile Carignano) si muove con i suoi imprevedibili performer e le sue
splendide indossatrici – anche travestit a e i o u – per rompere la cappa di rimbambimento che
sembra gravare da fine febbraio su ogni forma di vita sovversiva.
Mai la società si è ridotta ad essere così succube dello Stato. Pochi realizzano che non siamo
sulla stessa barca.
Nella consapevolezza che, “per il nostro bene” in nome della salute – attraverso la paura della
morte – contando sull’imbecillità di gregge, ci vengono negate le più elementari libertà:
manifestare, scioperare, riunirsi e anche esprimersi, tutto è vietato e punito. Chi si permette
qualcosa del genere non è più considerato un ribelle ma un untore, additato al pubblico ludibrio, se
non linciato in diretta. Ci restano soltanto le “libertà” fondamentali di ogni regime totalitario:
lavorare (se serve a loro) consumare (merda) e naturalmente crepare. La dittatura democratica.
Mai come in questo periodo di epidemia si è avvertita la potenza manipolatrice della televisione.
Il resto del disastro lo mettono in scena i social nella zuffa intestinale fra pensiero unico e
negazionisti-complottisti, dove ogni critica è immediatamente bollata così, e il pensiero unico stesso
provvede a rifornire, anche sottobanco, di copiose idiozie i propri detrattori.
La natura specialistica (medica) della questione epidemica è l’ideale per il monopolio di Stato e
la centralizzazione da parte del Potere.
Assistiamo allo sfondamento della terminologia imperiale di moda, che conferisce una vernice
di autorevolezza (?) e di scientificità (?) ai nostri carcerieri: lockdown, cluster, coronavairus
imperversano fra un range e uno step, non solo sulle bocche di politici ignoranti e impresentabili,
ma purtroppo sono l’ABC insostituibile nei discorsi correnti – sono i termini del contesto – non ci si
può esprimere diversamente da questo linguaggio ridicolo e servile, pena non essere capiti. Quando
il cretinismo avanza, uscire dalla palude significa isolamento e sospetto.
In politica, dopo alcune intuizioni geniali della critica radicale all’inizio della “pandemia”
(esempio: il virus è stato costruito in laboratorio è un prodotto di Stato, traetene le conseguenze)
arenatesi sull’indimostrabilità scientifica, è calato un tragico silenzio della mente, che si manifesta
con penosi continui farfugliamenti, battibecchi di chiesette e ubriacature internettistiche.
Come cento anni fa l’estrema destra approfitta dell’immobilismo e cavalca, snaturandole in
modo demagogico, le espressioni di critica più estreme: il covid non esiste, siamo tutti no-vax e nomask (generale Pappalardo e gilè arancioni). E i fascisti tornano prepotentemente in piazza per
impadronirsene, berciando libertà-libertà… e sventolando insulsi tricolori.
La risposta è un anno di tragico nulla delle piazze sovversive e antagoniste, che non riescono a
esprimere alcuna contestazione se non in sporadiche e isolatissime azioni – ormai calndestinizzate –
Siamo vicini ad un punto di non ritorno, nel senso che la libertà che ci hanno tolto non tornerà
più. Ricordando che la privazione della libertà è una violenza, bisogna cominciare a reagire in modo
corale a tutte le violenze cui siamo sottoposti, non bastano più performer e gesti individuali.
Bisogna trovare il bandolo della matassa e agire, subito di conseguenza, con estrema durezza ma
soprattutto insieme. E magari illegalmente, visto che le libertà conquistate ce le siamo lasciate
sfilare in nome della salute, di fronte ad una minaccia di morte.
Agire subito, senza aspettare l’ora d’aria.
Sennò la fine dell’epidemia sancirà la fine della nostra libertà individuale.
Mario Frisetti Schizzo Torino, 1 novembre 2020

Anteprima del montaggio video prossimamente sugli schermi:

BRESCI – 3 – UMBERTO – 0 –

“Alla stazion di Monza arriva un tren che ronza Hanno ammazzato il re con palle nel cuore tre” 120 anni fa l’anarchico Gaetano Bresci scriveva, con tre proiettili del suo revolver a tamburo venuto dall’America, una delle poche pagine luminose della “storia patria”, pallidamente uguagliato soltanto dalla fucilazione del duce 45 anni dopo. L’immagine del tirannicida è una delle più forti che aleggia nella storia di questo paese, dal meraviglioso Bruto parricida di Michelangelo ispirato idealmente ai killer ellenistici Armodio e Arïstogitone fino a noi. Ma con Bresci l’immagine prende corpo in un uomo vero. Che lascia la famiglia, la moglie incinta, un lavoro sicuro e ben pagato per venire a far giustizia da questa parte dell’oceano. Bresci è l’emblema dell’individuo anarchico che può – da solo – cambiare la storia ovunque. VIVA BRESCI VIVA L’ANARCHIA BRESCI NON MUORE I RE SÌ

Barocchio squat Torino, 29 luglio 2020

QUI IL CONTAGIO è GREGGE

Fecce tricolore – Contagio di Stato

Lunedì 25 maggio – ore 15 – grandi masse si radunano su invito della sindaca in piazza Vittorio e sulla scalinata della Gran Madre, per assistere alla trasvolata su Torino delle Frecce tricolore. Circenses autenticamente calati dall’alto, realizzati con i nostri soldi.

Improvvisamente, nessun rispetto delle misure di sicurezza contro la pandemia, imposte con tanta arroganza per mesi. Applausi gomito a gomito ed entusiasmo per lo spettacolo di regime. A cose fatte, la sindaca si dissocia. Troppa gente, affermano le autorità cittadine di pubblica insicurezza, dunque l’assembramento non si tocca.

Sembra il mondo alla rovescia. Ma per le cerimonie della sottomissione di massa, van bene le mascherine, i guanti di gomma e la reclusione di tutti, ma anche il contrario. Basta che sia effetto di un ordine impartito dal potere. Prima tutti a casa, poi tutti in chiesa, a fare i selfie con le scie dei fumi tricolore.

LE PROVE DI SOTTOMISSIONE SONO PIENAMENTE RIUSCITE, PER IL NOSTRO BENE, LA NOSTRA SALUTE, IN NOME DELLA SCIENZA E DELLA PATRIA.

RINUNCIARE ALLA LIBERTà DI SCELTA INDIVIDUALE è IL PRIMO PASSO.

Barocchio Squat       Grugliasco-Torino, 2 giugno 2020

L’ORA DEL RISCATTO

QUI IL CONTAGIO E’ LEGGE

Siamo venuti a chiudere la FIAT, pardon, la FCA, questo Altare della Patria eretto per celebrare le vittime del lavoro. Perché qui il contagio continua, e può continuare per Decreto Legge. Ti danno il permesso di morire per salvare la produzione. Rinchiusi in questo Stato 60 milioni di persone continuano gli arresti domiciliari, mesi di pena soltanto per non intasare quel che resta degli ospedali smantellati negli anni dalle speculazioni dei governi di destra e di sinistra. È vietato contagiarci tutti insieme. Ma per proseguire lo sfruttamento, si potrà uscire di casa ed entrare in contatto con un sacco di gente. Il profitto non si arresta. La stessa causa del contagio dilagato dalla Lombardia – priorità assoluta alla produzione – sblocca ora le fabbriche in Piemonte. Di fronte al profitto non c’è pandemia che tenga. Tutti a lavorare! Altroché PRIMO MAGGIO.
QUI IL CONTAGIO È LEGGE
Torino, 1° maggio 2020 barocchio squat

Due giornate di liberazione.

Tra il 24 e il 25 Aprile abbiamo deciso come tanti altri di riprenderci le strade per mettere in discussione le misure repressive e restrittive dello stato, che sembrano mirate più al controllo sociale tramite la diffusione del panico che alla salvaguardia della nostra salute, e per tenere viva la memoria dei partigiani e le partigiane cadute per liberarsi dal nazifascismo. Alla soglia dei 50 giorni di quarantena forzata, abbiamo pensato che appendere qualche striscione, decorare dei muri e fare una passeggiata per il quartiere con tutto il buon senso necessario, non sarebbero state azioni pericolose per la salute nostra e altrui. E’ così partito dal Barocchio un piccolo ma determinato e divertente corteo che ha raggiunto il parchetto in cui si trova il giardino dedicato a Lorenzo Orsetti (caduto in Siria partigiano per la libertà). Mentre da un balcone qualcuno con un violino suonava canzoni partigiane e anarchiche, abbiamo pulito e rimesso a nuovo la targa posta un anno fa in sua memoria. Tre auto della digos, due camionette della polizia e una pattuglia dei vigili di Grugliasco hanno seguito a distanza lo spostarsi dell’iniziativa che si è conclusa percorrendo le strade del quartiere.

Barocchio Squat.

Di seguito alcuni video e le foto degli striscioni “eversivi” e delle scritte