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La Bellavita nella pratica

La Bellavita nella pratica
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Manuale d’uso per la Bellavita

Al Barocchio Squat vige la pratica della Bellavita: alle serate, alle cene, alle feste, tuttx
portano qualcosa da bere a da mangiare insieme e si usufruisce della serata mettendo in
gioco se stessi, e portando le cose che renderanno la festa piacevole, quello che si ha, e
anche quello che non si ha.

Per far si che la serata sia un successo, porta quello che vorresti trovare!

Nella pratica della Bellavita e nel concetto del dono, nel portare sempre le cose migliori, ritroviamo il cuore pulsante del sorpassato concetto della condivisione: prendere quello che si vuole per dare il meglio che si ha, non “condividere” ma multividere!

Lontano dalla visione del frigo self-service, riapre il mitico BAR Bellavita del Barocchio Squat: alle serate c’è un bar, in cui tutti possono essere baristi e avventori, improvvisarsi coctkail maker e preparare i drink preferiti da te e quelli che invece vogliono le altre persone.

Quando arrivi, avvicinati al bar e riforniscilo delle bevande che hai portato, e se hai voglia fermati a prepararle per tutti: in questo modo la serata sarà bellavita !

Il bar sei tu!

Barocchio Squat
Novembre 2022

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Barocchio Squat – La Bellavita nella pratica – Torino Novembre 2022

La chiamavano Bellavita

La chiamavano Bellavita

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Volantino sulla pratica della Bellavita

Uno dei fondamenti dell’anarchia – libertaria per definizione – è prendere ciò di cui si ha bisogno mentre si apporta al massimo delle proprie possibilità, per far crescere se stessi e quelli che ci circondano.

Ed eccoci qua, Torino, 2022, voci e anime del Barocchio Squat.

30 anni di occupazione, 30 anni di attitudine, lotta, cultura, stile di vita.

Noi, nuovi occupanti di questo posto abbiamo scelto di mandare avanti una attitudine iniziata grazie agli occupanti originari, che hanno deciso di dar vita a questo magico posto, mettendosi in gioco per creare uno spazio dove la libertà di vivere si concretizza giornalmente in un mondo alternativo e parallelo alla realtà che ci impongono di vivere.

Ognuno di noi è una singola anima del posto, viviamo in una società che non ci vuole, ci sfrutta, ci giudica, ci condanna, combattendola in modo autonomo, individuale o collettivo, con un indole anarchica.

Il Barocchio Squat ha una propria mente e anima, creata da varie individualità che lo frequentano e lo difendono e dai loro stili di pensiero.

Il nostro gruppo è composto da vari elementi, con ideali e attitudini, forgiate dalla vita che ognuno di noi ha vissuto in prima persona.

Le nostre scelte non giungono ad un compromesso idealizzato da qualcuno per essere accettato o integrato. Il barocchio, come altri posti, è un posto VERO, dove la gente è libera di esprimersi senza essere giudicata o allontanata.

La vita di questa posto non è rosa e fiori, anzi bensì il contrario, ma il rendersi conto di essere diversi dalla società esterna, fa si che il posto abbia una propria identità, che con il passare degli anni avvicina chi si riconosce in lui.

I primi occupantx del Barocchio già stesero le basi per quello che diventò una attitudine rivoluzionaria e anticapitalista, che nella sua essenza è una utopia reale volta all’abolizione del denaro, conseguenza imposta della ingordigia umana: la chiamarono Bellavita.

Lungi dall’essere un attitudine limitata all’apporto di cibo e bevande, un equivoco che fin dall’inizio i vari nemici ci criticavano, è invece un invito a portare il meglio che si ha – e magari anche quello che non si ha ;). Nella sua evoluzione continua, questo concetto si è inevitabilmente allargato ad una visione più olistica, includendo non solo beni materiali, ma anche idee da sviluppare insieme, attitudini, per autoeducarsi, decostruirsi (per poi magari ricostruirsi, questa volta coscientemente) e crescersi vicendevolmente, nel proposito di creare situazioni innovative, più equilibrate o giuste dell’omologazione standardizzata a cui ci hanno costretto e assuefatto.

Per esempio, altri importanti concetti relativi al cibo sono stati aggiunti nel tempo: il riciclo del surplus generato inevitabilmente e con noncuranza dal consumismo, la coltivazione, seguendo pratiche naturali ed ecologiche, l’autocostruzione usando materiali riciclati e recuperati, l’espropriazione, l’auto-riparazione, delle cose ti servono nella vita, per esempio per distruggere la settorializzazione (che crea incompetenza da un lato e potere dall’altro).

La bellavita, non è solo il comprare e condividere bensì spingere le autoproduzioni, l’illegalità nel prendere e nel trovare ciò che vogliamo dividere assieme anche solo per il gusto di stare assieme.

Noi, ogni singolo giorno, viviamo con questa idea, e ci sbattiamo per mandare avanti il posto, nessuno esclusx; si è tutti e tutte essenziali.

La nostra scelta di vivere in questo modo, non discrimina altre scelte, anzi, è con piacere che si instaurano rapporti con gente che è curiosa di sapere cos’è e come si vive.

Per esempio, il Barocchio sviluppa e sostiene continuamente l’idea dell’autoproduzione. Non per un ricavo di denaro, ma per una scelta mirata ad abolire il commercio ed infine soprattutto il denaro.

Ognuno di noi, fa vivere e sostiene il posto mediante attività, che vanno dalle arti marziali allo yoga, dalla musica alla serigrafia, dalla falegnameria alla forgia, l’idraulica e l’elettricità, il cinema, l’orto, l’officina, il riciclo e l’autoproduzione alimentare, la distillazione: produrre tutto ciò in modo a-legale ci fa star bene.

Vogliamo continuare a mandare avanti il posto con nuove voci e nuovi pensieri, nuova gente e nuove situazioni, vogliamo continuare a spingere e divulgare l’anima del posto, tenendo vive le iniziative storiche (per esempio, la cena del venerdì e la pizza della domenica) ma anche proponendo iniziative nuove.

La bellavita è regalarsi, sprecarsi, il dono, l’amicizia, nella r/esistenza e nella libertà concreta e innata di offrire e offrirsi, liberamente, di regalarsi a vicenda, piacevolmente, mettendo a disposizione ciò che è possibile dare e prendendo ciò di cui si ha bisogno.

Ciò che è possibile dare può essere autoproduzione, riciclo o sana riappropriazione.

Perché il sistema fondato sul consumo non può portare libertà né amore, individualmente o collettivamente.

Perché sì, la bellavita è amore, è il mettere in discussione che muove evoluzione e progredire dell’individuo e del gruppo.

La bellavita è l’intrattenimento sottratto all’intrattenimento della propaganda, il divertimento sottratto alla società dello spettacolo dove l’immagine fine a se stessa spadroneggia, invece di sottolineare contenuti o anche solo il mero piacere del fare.

La bellavita è il simposio, la festa, la voglia di regalarsi, regalandosi il lusso dello stare bene qui e adesso, non domani, non nell’aldilà, ma in questo momento.

Il tentativo è quello di evitare di trasformare il posto occupato in una macchina che chiede soldi per qualsiasi dettaglio, gli occupanti in gestori, buttafuori e camerieri, le persone che frequentano in meri clienti da spennare per “l’autogestione” del posto, ecc. ecc.

Uguaglianza, orizzontalità non fittizia, antifascismo, resistenza, collettivismo spontaneo, anticapitalismo, non-consumismo, antisessismo, concetti che cerchiamo di rendere nostri attraverso la pratica quotidiana.

L’essere umano ricerca l’unione con le altre persone creando gruppi di individui che pensano con la propria mente, ma agiscono collettivamente, spalleggiandosi a vicenda, e riuscendo, mediante continui confronti, a creare situazioni sempre più dinamiche e diversificate.

Diffondiamo, al contrario del pensiero unico e omologatore che cercano di imporci – tra l’altro tipico di alcune altre realtà politiche e non – una miriade di attitudini e modi di essere e di vedere le cose, che ci fanno crescere personalmente e collettivamente.

La Bellavita è tutto questo e ancora di più, è quello che ci vuoi mettere, è la passione che ti brucia dentro e diventa piacere, è l’esigenza che diventa vita.

Lottare, occupare, r/esistere

Barocchio Squat

Torino, Novembre 2022

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Barocchio Squat
La chiamavano Bellavita
Torino 23-11-2022

Ciemmona: Comunicato del Barocchio Squat sulla Ciemmona Torino 2022

COMUNICATO IN RIFERIMENTO ALL’ASSEMBLEA ORGANIZZATIVA DELLA CIEMMONA, TENUTASI AL PRINZ EUGEN (TO), MERCOLEDÌ 23 MARZO 2022

Nella confusione sollevata da alcuni interventi volti più o meno apertamente a sottrarre l’iniziativa internazionale della Ciemmona (Critical Mass) agli organizzatori, visto il loro atteggiamento non escludente, non gradito ad altre realtà che invece praticano l’esclusione come strumento di potere politico, il Barocchio squat ribadisce il proprio pieno sostegno all’iniziativa, che potrà contare sulle sue strutture per l’ospitalità, la
serigrafia e sull’officina meccanica per l’autocostruzione.

L’assemblea del Barocchio – spazio problematizzato – ride davanti alle ridicole accuse di “tollerare o esercitare la violenza di genere” e tiene a riconfermare il proprio sostegno all’iniziativa proprio perché condivide la pratica inclusiva proposta dagli organizzatori e combatte come autoritarie le pratiche escludenti che – sgomitando – cercano di affermarsi in alcune realtà torinesi.

Seguendo una moda di discriminazione autoritaria che ha già prodotto i suoi disastri in altre città europee.

Barocchio squat
Torino, 30 marzo 2022

Comunicato di Solidarietá con x detenutx

PDF: COMUNICATO DI SOLIDARIETÀ CON I DETENUTI

Solidarietà con Stefano Mangione, Giorgio Rossetto, Umberto Raviola, in carcere, ed Emilio, Luca Boxe, Alice, Donato, Dana e Fabiola, ai domiciliari.
Il movimento NO TAV è di nuovo sotto attacco, ma come nel 1998 con Sole e Baleno l’attacco repressivo va a colpire anche l’altra spina nel fianco del Potere sui territori del Nord-Ovest: le occupazioni di Torino.
Così vediamo città e montagna aggredite contemporaneamente.
Partendo dal pluriennale strozzamento delle libertà individuali basilari – manifestare, sciopero, assemblee, cortei – ma anche di pensiero, imposto con l’emergenza virus. Lo Stato del green pass e dell’inflazione inasprisce la repressione al servizio degli Speculatori FARMACEUTICI – CEMENTIFICATORI – PETROLIERI.
E passando da un’emergenza all’altra – adesso è la guerra – sferra un attacco su 2 fronti interni: inizio dei cantieri a Susa e sgombero delle case occupate sorgente mai esaurita di contestazione in città e fuori città.
Su questa logica si sviluppa l’intensa attività poliziesca e della procura che ha portato all’arresto dei nostri compagni.
Attività condita con il costante attacco terroristico istituzionale contro gli anarchici a livello nazionale e internazionale (27F).

Solidarietà al MOVIMENTO NO TAV e al movimento delle occupazioni.

Solidarietà ai carcerati e a tutte le compagne e i compagni colpiti da restrizioni di libertà.

Solidarietà a tutti i detenuti.

BAROCCHIO SQUAT

Torino, 23 marzo 2022

27F Un gelato che scotta – Volantino per il corteo del 27F

27 F_UN GELATO CHE SCOTTA

Sole e Baleno: 11 luglio / 28 marzo 1998 – Suicidati dallo stato ad alta velocitá

Libertà per i 6 presxs di Barcelona

Primo Maggio – Non lavoreremo mai

25 APRILE 2021

  DAL CONFINAMENTO ROSSO E ARANCIONE A FENIX

Le libertà individuali sono state cancellate. Per un anno niente sciopero, niente corteo, niente assemblea e addirittura per chi manifesta individualmente la propria contrarietà a questo regime arriva la sorveglianza speciale! Il virus ci ha traghettato nella dittatura. Hanno cominciato con i volontarinel Kurdistan, continuano con gli anarchici, come al solito…Ma poi la libertà la tolgono a tutti. Contro tutto questo ci ritroviamo qui a Fenix prima della chiusura della zona arancione. Solidali con tutte le resistenze, da quelle locali a quelle che si esprimono, come possono, nel resto del mondo, dagli squat al NO TAV, al Kurdistan…Fenix è lo spazio di libertà che ha visto nascere nell’Ottantasei le occupazioni che hanno cambiato la storia di Torino in senso libertario. Fenix è stata sgomberata nel 2005 in seguito ad una manifestazione antifascista. Dopo 35 anni di lotta per riappropriarci del maltolto dallo Stato e dai suoi derivati. Siamo qui nei giardini di Fenix, di nuovo abbandonata da anni all’incuria e al degrado, in vista di una nuova speculazione, dopo l’ennesimo sgombero (2017 e 2018). Per ricordare che è necessario riprenderci tutto quel che ci è stato tolto sotto minaccia di morte –la “pandemia”

PRIMA DI TUTTO LA LIBERTÀ

LA RESISTENZA È LA NOSTRA FORZA

Barocchio squat per Fenix

NABAT – Assoluzione prigionieri libertari – Traduzione

Solidarietà al NABAT OCUPADO e a tutti/e i 127 arrestati/e di Barcellona

Comunicato NABAT occupato con traduzione – solidarietà ai/alle arrestati/e di Barcellona

Traduzione comunicato Matarò – Solidarietà per gli/le arrestati/e di Barcellona

IL BAROCCHIO NON CHIUDE


E così questo moderno modello che avrebbe dovuto assicurarci certezze, benessere,
comodità da esportare in tutto il mondo crolla come un castello di carte, mettendo in
luce il buon vecchio meccanismo del produci-consuma-crepa che da decenni i
movimenti denunciano e contro cui lottano.
In Italia il modello del capitalismo neoliberale basato sul consumo, si è creato il proprio
consenso attraverso una democrazia rappresentativa che altro non è che un governo
di politicanti incapaci asserviti al denaro e intenti solo a conservare il proprio potere.
Questo teatrino si dimena oggi di fronte all’emergenza sanitaria, cercando il modo di
muoversi in un territorio depredato negli anni da politiche gestionali avide e corrotte,
in una società impoverita che vede aumentare ogni giorno il divario sociale ed
economico.
Il potere statale tenta di strumentalizzare la confusione legata al continuo
bombardamento di informazioni e avvalersi dello stato di infantilismo derivante da un
sistema iper-burocratizzato che deresponsabilizza gli individui. Usa altresì il mito della
sicurezza per legittimare l’aumento della concentrazione di potere e del controllo
attraverso mezzi tecnologici, digitali e mediatici a scapito delle libertà individuali.
Crediamo sia necessario riappropriarsi della gestione della propria vita. Le misure di
autosegregazione e distanziamento messe in atto dal governo stanno comportando
delle conseguenze psicologiche e sociali che minano la capacità di agire di un’intera
generazione; il recente aumento dei suicidi, dei TSO e ricoveri in psichiatria sono un
monito del dilagare della paura e del senso di sconforto, solitudine e impotenza.
L’anarchia è oggi alternativa tangibile a tutto ciò. Per quanto il periodo renda
ingestibili le consuete cene del venerdì e della domenica, il Barocchio rimane uno
spazio per praticare l’autogestione e la solidarietà nella forma della bellavita, in netto
contrasto con la logica economica che oggi regola i rapporti sociali e produttivi. La
domenica pomeriggio, dalle 14 in poi, le porte saranno aperte al confronto, alle nuove
proposte di attività, iniziative in città, alla condivisione degli spazi di autoproduzioni e
laboratori (serigrafia, officina, falegnameria, palestra, forgia), alla cura del luogo
attraverso azioni di manutenzione della casa e dell’orto, o anche solo allo svago e ai
momenti di convivialità, per praticare insieme la realtà libertaria.
BAROCCHIO SQUAT
11/11/2020
Strada del barocchio 27, Grugliasco
Bus: 17 17/ 55 56 66 44

https://barocchio.squat.net/

BAROCCHIO: 28 ANNI DI OCCUPAZIONE

30 anni fa la prima occupazione del Barocchio.
Rudere di una cascina col tetto sfondato in più
punti, come il portone d’ingresso sostituito da due assi in croce.
Nonostante fosse una rovina la Provincia proprietaria (socialista) ci fece sgomberare tre volte.
Solo alla quarta occupazione riuscimmo a tenere il posto. Nelle lotte per l’occupazione del
Barocchio furono arrestate 17 persone.
Con l’Azione Diretta – illegale ma più che legittima – dell’occupazione arrivò la pratica vera
dell’autogestione qui, adesso. Senza aspettare che tutto il pianeta fosse rivoluzionato cominciammo
a prefigurare, a praticare l’anarchia, in uno spazio reale conquistato occupandolo, strappandolo alla
speculazione e al degrado, non più nei nostri sogni o pagando le rate di un locale in affitto.
E così, dal Barocchio venne fuori l’utilizzo del gesto daDa come forma di lotta politica, dove un
gruppo di performer – o anche uno solo – mette in crisi il Potere ridicolizzandolo e la Bellavita – la
pratica conviviale della gratuità e del dono contro la ripetizione dello spreco e della carenza legati
alla mercificazione – che pur fortemente osteggiata riuscì a sfondare le tendenze conservatrici e a
diffondersi sul piano internazionale. Ormai da più di vent’anni.
L’importanza attribuita alla creatività fusa al grande anelito distruttivo che caratterizza gli
anarchici ci ha portato a un’intensa pratica dell’autocostruzione e dell’autoproduzione, prima di tutto
al Barocchio che ne aveva bisogno, ma anche sul territorio con la ripresa delle occupazioni di Fenix,
il primo luogo occupato per una notte a Torino nel 1986. Occupata e sgomberata mille volte. Una
casetta nel cuore della città che ha dato il via alle autoproduzioni del mondo squat: da Le scarpe dei
suicidi a Tutto per niente al festival di cinema Torino Ribelle in varie edizioni. Una casetta che
presenta la sintesi delle diverse anime squatter.
Dopo trent’anni dalla prima occupazione del Barocchio ci sembra che la pratica dell’azione
diretta e dell’autogestione continui ad essere una fra le proposte più interessanti perché rinsalda le
semplici basi dell’anarchismo nel presente: occupare.
E possiamo vedere tante forme di lotta mentre escono in pieno giorno dalle case occupate che
noi chiamiamo squat.
Il Barocchio squat da trent’anni si OCCUPA di libertà e piacere
VIVA L’ANARCHIA
Barocchio squat garden west coast 30 ottobre 2020

SFILATA DEGLI ANTICORPI – 28 ANNI DI BAROCCHIO SQUAT – SABATO 31 OTTOBRE 2020

Per i 28 anni di occupazione il Barocchio scende in strada con la sfilata degli anticorpi. Alta moda pronta contagiosa. Modelli autoprodotti negli ateliers del Barocchio e a casa, nelle ore
piccole, dalle sartine torinesi. Saranno battuti all’asta la notte stessa al Barocchio squat, sulla westcoast della nostra cefalopoli, per un pugno di vil-denaro a sostegno di radio BlackOut.
Ma soprattutto la musica nelle strade del pieno centro di Torino (Balon, Porta Pila, Municipio,
Garibaldi, Castello, cortile Carignano) si muove con i suoi imprevedibili performer e le sue
splendide indossatrici – anche travestit a e i o u – per rompere la cappa di rimbambimento che
sembra gravare da fine febbraio su ogni forma di vita sovversiva.
Mai la società si è ridotta ad essere così succube dello Stato. Pochi realizzano che non siamo
sulla stessa barca.
Nella consapevolezza che, “per il nostro bene” in nome della salute – attraverso la paura della
morte – contando sull’imbecillità di gregge, ci vengono negate le più elementari libertà:
manifestare, scioperare, riunirsi e anche esprimersi, tutto è vietato e punito. Chi si permette
qualcosa del genere non è più considerato un ribelle ma un untore, additato al pubblico ludibrio, se
non linciato in diretta. Ci restano soltanto le “libertà” fondamentali di ogni regime totalitario:
lavorare (se serve a loro) consumare (merda) e naturalmente crepare. La dittatura democratica.
Mai come in questo periodo di epidemia si è avvertita la potenza manipolatrice della televisione.
Il resto del disastro lo mettono in scena i social nella zuffa intestinale fra pensiero unico e
negazionisti-complottisti, dove ogni critica è immediatamente bollata così, e il pensiero unico stesso
provvede a rifornire, anche sottobanco, di copiose idiozie i propri detrattori.
La natura specialistica (medica) della questione epidemica è l’ideale per il monopolio di Stato e
la centralizzazione da parte del Potere.
Assistiamo allo sfondamento della terminologia imperiale di moda, che conferisce una vernice
di autorevolezza (?) e di scientificità (?) ai nostri carcerieri: lockdown, cluster, coronavairus
imperversano fra un range e uno step, non solo sulle bocche di politici ignoranti e impresentabili,
ma purtroppo sono l’ABC insostituibile nei discorsi correnti – sono i termini del contesto – non ci si
può esprimere diversamente da questo linguaggio ridicolo e servile, pena non essere capiti. Quando
il cretinismo avanza, uscire dalla palude significa isolamento e sospetto.
In politica, dopo alcune intuizioni geniali della critica radicale all’inizio della “pandemia”
(esempio: il virus è stato costruito in laboratorio è un prodotto di Stato, traetene le conseguenze)
arenatesi sull’indimostrabilità scientifica, è calato un tragico silenzio della mente, che si manifesta
con penosi continui farfugliamenti, battibecchi di chiesette e ubriacature internettistiche.
Come cento anni fa l’estrema destra approfitta dell’immobilismo e cavalca, snaturandole in
modo demagogico, le espressioni di critica più estreme: il covid non esiste, siamo tutti no-vax e nomask (generale Pappalardo e gilè arancioni). E i fascisti tornano prepotentemente in piazza per
impadronirsene, berciando libertà-libertà… e sventolando insulsi tricolori.
La risposta è un anno di tragico nulla delle piazze sovversive e antagoniste, che non riescono a
esprimere alcuna contestazione se non in sporadiche e isolatissime azioni – ormai calndestinizzate –
Siamo vicini ad un punto di non ritorno, nel senso che la libertà che ci hanno tolto non tornerà
più. Ricordando che la privazione della libertà è una violenza, bisogna cominciare a reagire in modo
corale a tutte le violenze cui siamo sottoposti, non bastano più performer e gesti individuali.
Bisogna trovare il bandolo della matassa e agire, subito di conseguenza, con estrema durezza ma
soprattutto insieme. E magari illegalmente, visto che le libertà conquistate ce le siamo lasciate
sfilare in nome della salute, di fronte ad una minaccia di morte.
Agire subito, senza aspettare l’ora d’aria.
Sennò la fine dell’epidemia sancirà la fine della nostra libertà individuale.
Mario Frisetti Schizzo Torino, 1 novembre 2020

Anteprima del montaggio video prossimamente sugli schermi:

Solidarietà ai compagni della casa cantoniera occupata di Oulx.

Consapevoli che ogni forma di repressione perpetrata dal potere non fermerà mai la voglia di abbattere ogni frontiera fisica e mentale posta ad ostacolo della libertà di tutte le individui, esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà alle compagne che stamattina si sono visti notificare il divieto di dimora dai comuni dell’alta valle di Susa, con l’accusa di avere occupato la casa cantoniera di Oulx e una stanza ubicata sotto la chiesa di Claviere

Viva le case occupate e tutte quelle persone che lottano per creare una cultura diversa, libera da ogni frontiera.

Barocchio Squat e affini 10 Giugno 2020

La carica dei 101… fascisti

L’occasione fa l’uomo ladro, in questo caso lo rende fascista. L’occasione è una tragedia che si sta consumando per via dei tagli alla sanità perpetrati dai vari governi che si sono susseguiti negli ultimi vent’anni, PARTITO DEMOCRATICO compreso; l’ uomo in questione, o meglio avvoltoio, è Roberto Montà, personaggio già noto per il tentativo di sgomberare il Barocchio nel 2015, demolirlo, e costruire al suo posto una R.E.M.S. (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), acronimo gentile per definire le nuove carceri psichiatriche dopo l’entrata in vigore della legge N°81 del 2014, che decretava la chiusura degli O.P.G. (OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO).
Il nostro caro sindaco torna a far parlare di sé. Apprendiamo da una sua intervista rilasciata ai giornali che dopo il tentativo di costruire un carcere a Grugliasco si fa promotore di un’altra iniziativa da sinceri democratici, nel comune da poco balzato alle cronache per via dei 21 ospiti morti di Covid-19 nella RSA “La casa di San Giuseppe”. Pascoleranno per la città 101 volontari reazionari autorizzati a compiere vere e proprie ronde, anche se Montà ha ritenuto opportuno definire questa iniziativa “controllo di comunità del territorio”, con il solito gran sfoggio di fantasia con cui questi democratici sono soliti coprire le loro vergognose soluzioni. Detto in un linguaggio a noi più vicino delle fandonie politichesi, li definiamo ‘il partito dei paraculi democratici’.
Appena saputo della notizia la nostra reazione è stata di rabbia e disgusto verso le istituzioni cittadine, covato ormai da anni per i motivi elencati all’inizio, e tutte queste persone che si prodigheranno in questo mese nel trasformarsi in veri e propri sbirri. Il contingente è composto da 33 volontari dell’associazione nazionale carabinieri, 4 vigili del fuoco, 4 membri della croce rossa italiana, 10 persone del gruppo scout A.G.E.S.C.I. e 50 cittadini Grugliaschesi, che evidentemente, grazie a tutte le campagne legalitarie dell’ultimo decennio, si sono accorti di avere una vera e propria vocazione da poliziotti, pronti a puntare il dito contro i cittadini che questa crisi la subiscono sulla loro pelle, come fanno gli sbirri veri.
Vogliamo ancora abboccare ai racconti istituzionali secondo cui queste ronde nascerebbero in nome della salute e della sicurezza collettiva? Questi metodi minano alla libertà di tutti, richiamano il fascismo in tutti i loro aspetti, nella sostanza e anche nella forma.
Non riusciamo a trovare un nesso tra questa iniziativa del sindaco e i reali bisogni che gli abitanti di questa città, come di tutta Italia, hanno in questo momento storico. Le strade sono ampiamente militarizzate, e basta tirare il naso fuori di casa per incappare in una pattuglia. Ciò che viene sempre omesso dai discorsi a reti unificate del premier Conte e dai media istituzionali e mainstream, è che se qui c’è qualcuno che non è davvero in grado di gestire la situazione, questo è proprio lo Stato che, grazie ai tagli di cui parlavamo prima, rischia di far collassare la sanità pubblica da un momento all’altro. Non riusciamo neanche a immaginare cosa potrebbe accadere in uno scenario simile, ma siamo certi che a farne le spese sarebbero le persone che non si possono permettere cure adeguate a causa della loro povertà economica, com’è sempre avvenuto. Uno Stato che in men che non si dica è riuscito a trasformarsi in uno stato di polizia con controlli così capillari da fare invidia alle più efferate dittature del secolo scorso, che certamente non avevano a disposizione le odierne tecnologie. Una svolta autoritaria con la scusa della salute pubblica dicevamo, atta a nascondere ai cittadini le colpe dei vertici politici ed economici facendo apparire come “untore” chi va a correre nelle strade di campagna o nei parchi, anziché chi tiene aperte le fabbriche per tutelare solo il profitto o lascia diventare gli ospedali i principali vettori dell’epidemia con la propria incompetenza. E’ infantilizzando le coscienze attraverso la creazione di comodi capri espiatori che chi sta al potere prova ancora una volta a metterci gli uni contro gli altri, in un momento in cui crediamo che uno dei modi per superare questa crisi (che a livello economico si protrarrà ancora a lungo) sia quello di sostenerci a vicenda, di creare reti che ci uniscano e non che ci separino ancor più di prima dell’emergenza.
Può esserci una spiegazione razionale per giustificare l’entusiasmo di Montà e della sua compagnia nell’avere 101 delatori in giro per la città?
Noi così come tante altre persone in tutto il mondo abbiamo intrapreso un percorso che va in direzione del mutuo appoggio e del sostegno reciproco, perchè come anarchici non ci siamo mai fidati e mai ci fideremo dello Stato, sperimentando da anni l’autogestione, creando tra di noi complicità per lottare insieme.
Consideriamo penose e riprovevoli tutte le proposte di questo genere che si vanno creando in svariati comuni italiani, il cui unico scopo è di incrementare la guerra tra poveri.
Vogliamo approfittare invece di questa occasione per ricordare a Roberto Montà che oggi come 5 anni fa continua ad essere un viscido avvoltoio, sempre pronto a trarre profitto dalle tragedie umane sia dal punto di vista economico che elettorale.
Forza Crudelia, confidiamo in te!
Barocchio Squat
16/04/20

Solidarietà al presidio degli ospiti del dormitorio di Corso Tazzoli

In queste settimane, insieme ad altri collettivi, spazi occupati, e singoli individui stiamo imparando a proteggerci e a muoverci tramite reti autogestite, così come stanno facendo tante altre realtà in tutto il mondo.
Grazie a queste reti, tutti insieme siamo riusciti in modo del tutto auto-organizzato, senza uso del denaro né supporto delle istituzioni, a consegnare centinaia e centinaia di pasti ai senzatetto abbandonati dallo Stato, che hanno un bisogno incombente di mangiare.
Lo spirito che ci spinge a supportare queste persone non è mosso da pietà o mero assistenzialismo, ma dalla voglia e dalla necessità di praticare nuove forme di lotta e aiuto reciproco. Per questo motivo continueremo a dare aggiornamenti per permettere a chiunque lo volesse di dare il suo contributo nella forma e nella modalità in cui gli è possibile.
Domani dalle 10 alle 14 gli ospiti della struttura faranno un altro presidio: anche noi saremo lì per sostenere queste persone, portando loro dei pasti .

INOLTRIAMO LO SCRITTO DI OGGI DEL COLLETTIVO “DA SOLI VINCE IL PADRONE” SULLE PROTESTE E IL PRESIDIO ALL’ESTERNO DEL DORMITORIO DI CORSO TAZZOLI 75:


“CI ARRIVANO DELLE NOTIZIE E NOI SIAMO BEN FELICI DI PUBBLICARLE

Circa 16 ospiti del dormitorio di Corso Tazzoli a Torino
hanno organizzato una protesta, dopo essere stati da un mese completamente abbandonati dal Comune.
Hanno deciso di occupare e riempire di striscioni il parchetto di fronte la struttura dalle 10 alle 14, orario in cui il dormitorio rimane chiuso e per questo loro non hanno dove andare.

Nonostante l’ovvietà delle ragioni per le quali queste persone non possono rispettare l’obbligo di restare a casa, hanno già preso delle multe.

QUESTE NOTIZIE CI RIEMPIONO DI RABBIA E DI TRISTEZZA MA SONO ANCHE CONCIME DI SPERANZA E DISPENSATRICI DI FORZA, CHE QUESTA PRIMAVERA PER LORO POSSA FIORIRE NEL PIU’ BELLO DEI MODI POSSIBILI.
Seguiranno aggiornamenti

Solidarietà a chi lotta e resiste!”

Domenica 29 marzo 2020 – Pizza Bellavita solidale!

Rilanciamo di seguito il comunicato pubblicato da Deliverance Project il 26 marzo. Ma anche questa sera dalle fucine del Barocchio Squat è partito un giro di consegne a domicilio solidali:


Le contraddizioni nella gestione di questa emergenza sanitaria continuano a venire a galla in modo sempre più evidente anche in questi giorni in cui la stretta alla produzione sembrava essere arrivata. 
I mercati all’aperto hanno subito ulteriori limitazioni a beneficio dei centri della grande distribuzione, dove i prezzi non sono di certo alla portata di tutti e tutte. 
La logistica non si fermerà e continueranno a scarseggiare i dispositivi di protezione individuale come già successo in queste settimane anche in molti supermercati. 
Ferie forzate in alcuni casi, monte ore moltiplicato in altri – ma medesime paghe misere – sono le risposte che i padroni con la complicità del governo stanno offrendo per affrontare l’emergenza. 

Chi pagherà questa emergenza e chi invece ci speculerà è chiaro dall’inizio. Dovrebbero pagarla i ricchi padroni, la pagheranno lavoratori e lavoratrici e chiunque vive in condizioni di marginalità o del proprio sudore. 

Nelle ultime due settimane come riders, a causa dell’esclusione dal decreto “cura Italia” e da ogni altra forma di tutela, abbiamo dovuto continuare a pedalare per distribuire spese, farmaci ma anche sushi e junk food. 
A quanto pare anche Burger King rientra ancora tra i servizi essenziali! 

In contrasto con il nostro lavoro di consegne e per sostenere chi non si può permettere di ordinare cibo da asporto comodamente da casa perché una casa non ce l’ha e collaborando con Barocchio, Edera e altr* compagn* solidali che han recuperato cibo e cucinato, lunedì 16 Marzo  e anche il fine settimana appena trascorso abbiamo voluto consegnare a chi un pasto e un tetto non può permetterselo: tra dormitori, soluzioni abitative d’emergenza e portici della città sempre più affollati in queste serate.

Fonte: https://www.facebook.com/DeliveranceProject/posts/3058965647457374

AGGIORNAMENTO SULL’INIZIATIVA DI DOMENICA 22 IN RICORDO DEL PARTIGIANO “ORSO”

In questi giorni ricordiamo Lorenzo Orsetti – detto Orso – combattente volontario contro l’ISIS ucciso in combattimento nel Nord della Siria il 18 marzo 2019. Lo ricordiamo nel giardino dedicato a lui un anno fa. Essendo tempo di epidemia o pandemia, lo stato ha militarizzato la vita di tutti proibendo scioperi e manifestazioni pubbliche. Non ha proibito ai lavoratori di trovarsi ammassati in fabbrica, ha obbligato i detenuti a restare ammucchiati nelle carceri sovraffollate (alle Vallette di Torino le celle da uno ospitano due detenuti). Sono decreti di emergenza molto pesanti nella limitazione della libertà individuale. Nonostante ciò nelle fabbriche ci sono stati scioperi spontanei e le carceri sono in rivolta. La politica dei due pesi e due misure colpisce libertà fondamentali. Così sono state vietate tutte le manifestazioni politiche previste, e chi volesse organizzare anche solo un presidio sa che può essere impedito e duramente represso. Noi siamo contro la clandestinizzazione di ogni iniziativa politica pubblica. Ricorderemo Lorenzo Orsetti nella piazza che gli abbiamo dedicato. Ripuliremo la targa che abbiamo posto un anno fa a suo ricordo e piantando altri fiori intorno ad essa.Consapevoli delle rigide disposizioni anti-assembramento opereremo nel rispetto della salute nostra e degli altri, dunque: mascherine, guanti, distanze, numero di persone limitato, eccetera. Ci troviamo quindi a dover annullare l’aspetto pubblico dell’iniziativa, ma non rinunciamo a ricordare il nostro compagno Lorenzo Orsetti in piazza. Barocchio Squat.

Bellavita in quarantena?

Grugliasco -zona rossa- martedì 10 marzo – Era del virus letale 2020

Le iniziative al Barocchio squat sono interrotte a partire da lunedì 9 marzo e fino a data da destinarsi.

Questa scelta dell’intero collettivo del Barocchio è stata presa per molti motivi: etici, politici, umani.
La semplicità del contagio, i problemi derivati dall’incapacità dello stato di tutelare le fasce a rischio, dall’incapacità di affrontare, giocando d’anticipo, questa epidemia arrivata passo dopo passo da lontano, l’incapacità dell’esposizione trasparente e chiara a livello massmediatico del problema e la conseguente incapacità di creare un clima umano – seppur di emergenza – sono solo qualche esempio. 

Noi in quanto anarchici diffidiamo intrinsecamente delle capacità di uno stato e di un potere di gestire le masse, nel bene e nel male.
Ma non per questo motivo ci possiamo esimere dal criticare in maniera obiettiva i criteri e i modi in cui questa emergenza viene da esso gestita.
Tutti conveniamo che il panico e il disagio continuano ad aumentare, soprattutto per la confusione che quotidianamente organi di stampa e social network alimentano con mezze verità, mezze falsità, senza MAI tentare di esporre in maniera chiara e lucida il problema e le sue possibili soluzioni.  

E la stampa è al servizio dei potenti, di chi governa il sistema. Un sistema che ad oggi ha creato una società malata, di individui deboli, che produce cibo che non nutre ed ammala, che inquina la natura con le sue fabbriche e i suoi prodotti.
Sembra una sfortuna capitata per caso, obiettivamente ingestibile, ma non bisogna dimenticarsi le denunce che da anni vengono ormai fatte nei confronti dei tagli alla sanità, i tagli del personale e la chiusura totale di alcuni ospedali in tutta Italia.

La conseguenza è semplice, chiudono gli ospedali e chi denuncia e protesta riceve manganellate e viene perseguito, difatti  mentre da una parte si tagliava sulla sanità pubblica a favore di quella privata, dall’altra sono state migliaia le assunzioni nelle forze dell’ordine, per  garantire il baluardo della sicurezza, ma in caso di epidemia – in questo preciso caso – perché sta diventando tutto così ingestibile? 
Ce lo dicono proprio loro: manca spazio! Gli ospedali sono tutti pieni, il personale è al collasso e manca l’organizzazione: in poche parole, uno stato che toglie ospedali non sarà mai in grado di salvaguardare il popolo votante e pagante nella normalità, figuriamoci in un momento emergenziale come questo.

Ma poi subentrano le restrizioni: il fatto di aver bloccato a fasi alterne palestre, manifestazioni, assembramenti, ma aver lasciato aperte fabbriche, ipermercati, banche, ci lascia perplessi 
Oppure è nuovamente una mal gestione di un emergenza? 
Fateci capire: quando a Milano era già scattata l’emergenza, a Torino invece il virus si poteva trasmettere solo a scuola? Non nelle fabbriche? 
Ed oggi che siamo arrivati alla zona rossa con restrizioni comunali e domiciliari, con pene pecuniarie e di carcere per i trasgressori, nello stesso momento arrivano  20.000 soldati americani per l’esercitazione “Defender europe 20”,  anche loro sono immuni al contagio? A che  servono i militari americani oltre quelli già presenti? Anche questa operazione non ci sembra mirata a salvaguardare la nostra salute.

Oggi ci si pone anche un altro problema: , le tasse, i parcheggi in zona blu dove la maggior parte dei torinesi dovrà lasciare la propria auto 24h su 24h causa quarantena (che grazie all’ Appendino e ai sindaci precedenti sono aumentati di anno in anno in zone impensabili), i dipendenti dei locali notturni, dello spettacolo, e di tutte le fasce deboli prive di uno straccio di contratto degno da chi verranno pagati? Possiamo aggiungere che per noi il lavoro non è altro che una maledizione, ma in questo caso chi cala dall’alto queste disposizioni,dovrà poi essere in grado di assumersi le proprie responsabilità.

D’altronde stiamo parlando dello stato forte, che aiuta e sostiene il cittadino! Che riscuote con ogni mezzo i “soldini” fregiandosi di essere  in grado di gestire tutto, no? In realtà tutto è andato a rotoli in due settimane mentre ancora tentano di confonderci: è solo un influenza, uccide i più deboli, non usate le mascherine, usate assolutamente le mascherine!, state a un metro di distanza l uno dall altro, la propagazione aerea del corona virus negli ambienti chiusi è di 4/5 metri, state tutti a casa! Tutto e il contrario di tutto.confusione, panico e controllo sociale, ma chiarezza da nessuna parte.

Che ci sia qualcosa che non va lo si vede palesemente nel problema carcere: bloccati i colloqui per evitare contagi mentre  i secondini sono liberi di entrare e uscire senza alcuna precauzione, mettendo a serio rischio contagio chi è recluso all’interno,e solo dopo le pesanti proteste e le evasioni di questi giorni le istituzioni sono state costrette a parlare del sovraffollamento carcerario dapprima completamente omesso da queste merde Quale logica c e dietro a queste misure?

Negli ultimi due giorni ci sono state rivolte in 27 prigioni in tutta italia, in queste proteste dodici detenuti hanno perso la vita, la versione ufficiale che è stata diffusa e spalleggiata dai media, è una fantasiosa morte per  overdose di farmaci e metadone, ma come sempre non ci fidiamo e in ogni caso per noi lo Stato è come sempre il vero responsabile di queste morti.
Ancora una volta il potere dimostra di non essere in grado di mantenere ciò per cui si vende e per cui viene collettivamente remunerato, ancora una volta sbagli su sbagli.

Sta a tutti noi, armati di buonsenso, solidarietà, autogestione collettiva, trovare un modo per aiutarci a vicenda, per andare avanti ancora più coscienti e consapevoli che una società basata sulla delega, sulla potenza militare, sulla menzogna dei mass media è una società che ci uccide e ci affama quotidianamente, e che ancora una volta dimostra la sua inefficacia e fragilità.

Che questi siano spunti di riflessione per tutti, con la consapevolezza di non aver la soluzione in tasca, ma umiltà nel cercarla in maniera orizzontale convinti di poterla trovare un giorno  o l’altro tutti insieme.
Salute e Anarchia! ci si vede presto pirati!

BAROCCHIO OCCUPATO